I meridionali del Nord

Pubblicato: 13 febbraio 2014 in Il Cattivik
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milanoUno studio della Banca Mondiale sulla cosiddetta ricchezza intangibile (cioè i fenomeni indistinti come l’istruzione, la sicurezza, lo Stato di diritto)  traduce quell’affermazione decisamente popolustica e demagogica ma certamente vera sul perché “i meridionali al nord sono i migliori, mentre a casa loro non combinano nulla”.

Non è che la Banca Mondiale si sia proprio proprio occupata di questa cosa, ma il ragionamento porta lì.

L’osservazione parte dal Messico e dai messicani che, coglionando muri, reti e guardie armate, attraversano il confine con gli States per farsi una vita decente.

Bene: secondo i calcoli della World Bank gli americani dispongono di un capitale intangibile dieci volte superiore a quello dei messicani.

Ma ai messicani basta attarversare il confine perché la loro produttività quadruplichi!

Mistero? Manco tanto. Osservano i ricercatori: negli States le istituzioni sono più accessibili, le leggi sono più chiare, i clienti più educati, la burocrazia più snella….

I paesi ricchi sono tali soprattutto grazie alle competenze dei loro cittadini e alla qualità delle istituzioni che sostengono l’attività economica.

Ecco spiegata la palingenesi del meridionale che si trasferisce a Milano.

Capitale umano e il valore delle istituzioni costituiscono la quota maggiore della ricchezza in quasi tutti paesi

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